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Il 40enne pilota che vive a Lugano parla dello stop del Motomondiale, ma non solo. 'In Superbike e Supersport c'è chi rischia di chiudere baracca'

Vedrei male una stagione senza pubblico

Vedrei male una stagione senza pubblico

I motori, per ora restano spenti. Dopo il debutto azzoppato in Qatar, dove si erano disputate solo le corse di Moto2 e Moto3, mentre la MotoGp aveva già saltato il turno proprio a seguito del coronavirus, il mondiale 2020, sempre per lo stesso motivo, continua a mordere il freno. «È una situazione anomala: c’è parecchia incertezza su quando e come il campionato potrà riprendere – commenta Roby Rolfo, quarantenne torinese trapiantato in Ticino che l’aria del Motomondiale l’ha respirata per diverse stagioni -. Nella mia carriera non mi è mai capitato di vivere una situazione così, ma non fatico a immaginare che questa incertezza crei non pochi grattacapi ai vari team».

Fermo, ovviamente, lo è però anche il mondiale Endurance Ewc, che vede in lizza pure il pilota luganese con il suo team Moto Ain, vittorioso nelle prime due gare stagionali. «Dopo la notizia dello spostamenteo della 24 Ore di Le Mans (invece del 18 e 19 aprile si terrà il 29 e 30 agosto, ndr), proprio in questi giorni ci hanno comunicato la cancellazione della 8 Ore di Oschersleben, il 6 giugno. È vero che, considerando che il nostro campionato si articola su poche gare, bene o male siamo già abituati a pause piuttosto prolungate tra una corsa e l’altra, d’altro canto però ora dobbiamo fare i conti anche con l’impossibilità di allenarci proprio per non avvantaggiare nessuno».

‘Si va verso un mondiale light’

Come si vive una situazione così? «Indipendentemente dal campionato a cui partecipi, il sentimento penso sia lo stesso per tutti: abbiamo tutti voglia di correre, e chiaramente quando vedi che diverse gare vengono stralciate dal calendario originale non fa mai piacere. Se già nel nostro caso l’appuntamento di Oschersleben è stato definitivamente tolto dal palinsesto, posso tranquillamente immaginarmi che il Motomondiale 2020 alla fine avrà un calendario forzatamente light: con tutti gli impegni, sarà difficile trovare una data di ripiego per tutti gli appuntamenti, anche perché a livello logistico sarebbe decisamente complicato ipotizzare un calendario con gare ogni weekend. A rigor di logica, a quel punto la precedenza sarà data a quelle piste che possono vantare più risorse rispetto alle altre: mettere in scena un Gran Premio ha ovviamente un costo non indifferente (al Mugello, tanto per fare un esempio, ospitare una gara di MotoGp comporta costi dell’ordine di tre milioni di euro, che arrivano addirittura a otto milioni per Valencia, teatro dell’ultima prova del campionato), ragion per cui se di dovrà fare una scelta su quali gare mantenere, uno dei criteri preponderanti sarà la possibile affluenza di pubblico. Personalmente, come pilota, vedo male l’eventualità di correre su circuiti senza pubblico, idea che era stata pure ventilata per la Formula uno».

‘Sto lavorando per Suzuka’

Oltre a creare non pochi grattacapi agli organizzatori, la pandemia di coronavirus sta mettendo ancora più in difficoltà le squadre non ufficiali. Non a caso, nel Motomondiale la Dorna aveva già annunciato un importante sostegno verso questi team… «Nell’insieme non è certo una situazione facile per nessuno. Né nel Motomondiale, né nel mondiale Endurance, e ancora più in generale per tutte quelle realtà sportive che sono sorrette per buona parte da sponsor: se l’organizzazione non interviene elargendo un sostegno concreto a queste squadre, saranno molto poche quelle che potranno permettersi novità, e soprattutto in Superbike e Supersport qualcuna potrebbe anche dover chiudere baracca. Come fatto dalla Dorna per il Motomondiale, nell’Endurance la Fim ed Eurosport, che è l’organizzatore, hanno già annunciato il loro sostegno, che deve comunque ancora essere quantificato. In ogni caso una situazione così rischia di accentuare ancora di più il divario tra le squadre ufficiali e le altre».

Il Mondiale di Roby, sempre che non ci siano altri cambiamenti, dovrebbe riprendere il 19 luglio con la 8 Ore di Suzuka, «appuntamento per il quale sto già lavorando, anche perché in Giappone non sarò con la mia squadra abituale, in quanto a Suzuka correrà solo la categoria Stock: sono in trattativa con un team giapponese della Honda, e fortunatamente queste discussioni le avevo già iniziate prima che scoppiasse la pandemia. Ma ora cerchiamo anche di capire se effettivamente si gareggerà: la gara figura sì ancora in calendario, ma il rischio che qualcosa cambi ancora c’è, se penso che le Olimpiadi di Tokyo si sarebbero dovute svolgere dopo quella data e nel frattempo sono già state rinviate».

©Moreno Invernizzi_laRegione link dell’articolo