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PRIMO POSTO ALLA 24H DEL BOL D’OR

PRIMO POSTO ALLA 24H DEL BOL D’OR

Sesti assoluti e primi della classe Superstock: con questo risultato il Team Moto Ain vince l’83esima edizione del Bol d’Or.

Sulla Yamaha numero 96 si sono alternati il nostro Roberto Rolfo, lo svizzero Robin Mulhauser e il francese Hugo Clere. Partita in seconda posizione nella classe Superstock, la squadra campione in carica ha disputato una gara priva di errori e ha raccolto risultato che proietta la compagine francese in vetta alla classifica del mondiale Endurance. Il Team Moto Ain, infatti ha conquistato a Le Castellet i 40 punti della vittoria, i 20 punti distribuiti durante la gara, e i 4 punti per la posizione in griglia di partenza.

-Roberto, com’è stato questo Bol d’Or per te?

“Per me è stato come se fosse il primo Bol d’Or, perché l’anno scorso avevo fatto la partenza e poi ci eravamo ritirati dopo due ore di gara perché avevamo rotto il cambio”, ci spiega Roberto Rolfo. “E’ una gara che mi ha sempre incuriosito ed emozionato. Quest’anno abbiamo rischiato di non farla per il maltempo, ma anche se è stata accorciata è stata molto intensa”.

-Qual è stato il vostro punto di forza?

“Abbiamo lavorato molto di strategia facendo tre ore consecutive con le stesse. E’ stata una gara gestita bene dal team prima di tutto, e mi sentivo in forma: quando siamo ripartiti, alle sei del mattino, ho corso per tre ore di fila. E poi ho portato io la moto al traguardo. Chiudere la corsa è sempre una grande emozione: già mi era successo a Le Mans nel 2018 e nel 2019 ma è sempre bellissimo”.

La prossima gara sarà a Sepang…

“La gara in Malesia a dicembre come seconda gara del mondiale Endurance è una combinazione che mi piace molto. E’ bellissimo fare ogni tanto una trasferta extraeuropea, mi dà la carica, e sarà la prima trasferta extraeuropea nel mondiale Endurance per me. La pista di Sepang mi piace molto, ci ho fatto dei podi in 250, e il clima malese è uno dei miei preferiti, sia come pubblico che come temperature. E’ emozionante fare una tappa d’inverno, che di solito è un periodo morto per le corse. Non vedo l’ora di partire!” conclude Roberto Rolfo.

©Fiammetta La Guidara_motosprint.corrieredellosport.it